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Cultura e Letteratura · Modica, Sicilia

Salvatore Quasimodo a Modica

Modica è la città natale di Salvatore Quasimodo, Premio Nobel per la Letteratura 1959, uno dei più grandi poeti italiani del Novecento. In via Posterla 84, sotto la Torre dell'Orologio, la casa dove nacque è oggi un museo che racconta la vita e l'opera del poeta.

📜 La Vita

Salvatore Giuseppe Virginio Francesco Paolo Quasimodo nacque a Modica il 20 agosto 1901, figlio di Gaetano Quasimodo, capostazione ferroviario, e Clotilde Ragusa. Il padre era in servizio alla stazione di Modica al momento della nascita. Pochi giorni dopo, la famiglia si trasferì a Roccalumera (Messina), luogo d'origine dei Quasimodo.

La famiglia seguiva i continui trasferimenti del padre: Roccalumera, Gela, Acquaviva, Trabia. Dopo il devastante terremoto di Messina del 28 dicembre 1908, il piccolo Salvatore (7 anni) visse con la famiglia in un carro merci ferroviario mentre il padre riorganizzava la stazione della città distrutta.

Conseguito il diploma, Quasimodo lasciò la Sicilia per Roma, dove la precarità economica gli impedì di completare gli studi universitari. Lavorò come commesso, impiegato alla Rinascente (da cui fu licenziato per aver organizzato uno sciopero), poi come geometra al Genio Civile di Reggio Calabria. Nel 1929, su invito del cognato Elio Vittorini, si trasferì a Firenze dove entrò in contatto con Eugenio Montale e l'ambiente letterario.

✍️ L'Opera Poetica

La fase più creativa di Quasimodo comprende le raccolte "Acque e terre" (1930), "Oboe sommerso" (1932) e "Ed è subito sera" (1942). In queste opere rivivono l'infanzia in Sicilia e le figure dei cari lontani, con il dolore dello sradicamento nella vita del Nord industriale.

Nel 1940 pubblicò la celebre traduzione dei lirici greci, segnata dallo stesso sentimento di doloroso distacco. Contribuì anche alla traduzione di opere teatrali di Molière e Shakespeare. È considerato uno dei massimi esponenti dell'ermetismo italiano.

Il 10 dicembre 1959 ricevette il Premio Nobel per la Letteratura a Stoccolma. È uno dei soli sei scrittori italiani ad aver ricevuto questo riconoscimento, insieme a Carducci (1906), Deledda (1926), Pirandello (1934), Montale (1975) e Fo (1997).

Quasimodo morì a Napoli il 14 giugno 1968 dopo un'emorragia cerebrale. Fu sepolto al Famedio del Cimitero Monumentale di Milano.

🏠 Il Museo Casa Natale

Museo Casa Natale Salvatore Quasimodo
📍 Via Posterla 84, Modica 🕐 Tutti i giorni 10:00-13:00 📍 Sotto la Torre dell'Orologio

La casa si trova in un punto panoramico del centro storico. Il poeta vi nacque e trascorse i primi 14 mesi di vita. Nel 1996 il figlio Alessandro cedette alla Regione Siciliana gli oggetti personali del padre, e nel 2021 la Regione ha acquisito l'immobile per garantirne la destinazione museale.

Il museo si articola in quattro ambienti. La camera da letto conserva un letto in ferro battuto, un inginocchiatoio, un capezzale e arredi di primo Novecento. Lo studio milanese ospita la macchina da scrivere Olivetti, lo scrittoio, una collezione di dischi e la libreria con le opere del poeta. La sala lettura è arredata con poltrone per consultare i testi di Quasimodo. La sala multimediale, inaugurata nel 2016, propone video tra cui la registrazione della cerimonia di consegna del Nobel a Stoccolma e la voce del poeta che recita le proprie poesie.

Da non perdere: La registrazione della voce di Quasimodo che recita le proprie poesie e il discorso "Il Politico e il Poeta" pronunciato a Stoccolma. Un'esperienza rara e commovente.

🏙️ Quasimodo e Modica: un Rapporto Complesso

Il legame tra Quasimodo e la sua città natale non fu lineare. Divenuto celebre, il poeta preferì dichiararsi nativo di Siracusa — all'epoca Modica faceva parte della Provincia di Siracusa (fino al 1927). Probabilmente Quasimodo sentiva Siracusa, città della Magna Grecia, più vicina al proprio mondo poetico e al legame mitico con la cultura classica.

Modica, comprensibilmente, faticò a riconoscere come figlio illustre un poeta che aveva rinnegato la propria origine. Fino al 1996 la targa sulla casa natale riportava erroneamente "Premio Nobel per la poesia" invece del corretto "Premio Nobel per la Letteratura". Oggi il rapporto è riconciliato: la casa museo è un punto di riferimento culturale e il nome di Quasimodo è orgogliosamente legato alla città.

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